3 errori nicchia di mercato

3 errori da evitare quando cerchi la nicchia di mercato

Dimmi la verità, hai aperto questo articolo perché sei alla ricerca della tua nicchia di mercato e vuoi creare un nuovo business online oppure stai per lanciare un nuovo prodotto sul web, vero?

Nonostante le tue idee siano già abbastanza chiare su qual è il tuo prodotto (magari hai anche preso contatti con qualche fornitore) se ragioni su chi potrebbe essere il tuo target i dubbi ti assalgono, giusto?

Bene allora lascia che ti faccia una raccomandazione, se non sei ancora riuscito a comporre tutto il puzzle perché manca qualche perzzo ma, sei riuscito almeno a comporre la cornice, allora il consiglio più utile che posso darti è mettiti subito al lavoro.

Avvia, adesso, il tuo business in piccolo. Significa che è sufficiente avere un prototipo del tuo prodotto abbastanza buono da essere testato sul mercato.

La risposta che avrai e i feedback che riceverai dai primi clienti ti daranno il polso della situazione e questo ti aiuterà a trovare man mano tutti i pezzi mancanti.

Questo è il metodo se hai già individuato i 3 elementi fondamentali della tua nicchia di mercato (ne ho parlato nella mia guida gratuita) ma, se il tuo caso è ancora meno definito e stai muovendo i primi passi, che cosa dovresti fare?

Semplice, evita di commettere i 3 errori che sto per mostrarti:

1. Prendere più piccioni con una fava

Sto parlando del target, a volte si cerca di raggiungere 2 o più tipi di persone, tralasciando la prima regola della nicchia di mercato (lo specialista vince sempre). In realtà la situazione è spesso anche più grave perché molti cercano di raggiungere 3,4,5 target differenti.

La dimostrazione di quanto è diffuso questo modo di ragionare è la frase “i nostri clienti sono tutti quelli che …” quante volte l’hai sentita?

Ecco questa frase, che ho trovato spesso settore della crescita personale, è pericolosissima.

Hai mai provato a chiedere ad un coach, formatore, trainer, ecc. chi è il suo cliente ideale? Beh, io quando ho fatto questa domanda mi sono (quasi) sempre sentito rispondere: “tutti quelli appassionati di crescita personale”.

E che aspetto avrebbe questa figura mitologica dell’appassionato di crescita personale?

Anche se potrebbe sembrare di aver ristretto il targhet (gli appassionati di crescita personale non sono tutti) quando senti la parolina magica “tutti” sei in guai seri. Sarebbe stato diverso se mi avesse risposto: dipendenti statali, o magari, nuotatori oppure architetti.

2. Ignorare il problema

Il secondo errore è collegato sempre al tuo target perché se la prima regola è quella di focalizzarsi e restringere il target, è anche vero che questo focus deve avere ragione di esistere.

Per esempio se il tuo prodotto è un additivo che fa risparmiare il consumo della benzina, restringere il target a tutte le persone che hanno un’auto di lusso non ha molto senso.

Una persona che ha un’auto di lusso quale problema sta cercando di risolvere?

Magari si preoccupa dell’affidabilità, magari ha il problema degli autovelox o magari non vuol perdere tempo per tagliandi e controlli regolari dal meccanico ma difficilmente avrà il problema del consumo di carburante. Quindi cosa interessa a lui se il tuo additivo è specifico per lui?

Questo esempio è molto semplice ma rende l’idea che restringere il tuo target è un’azione che va ragionata.

Se è vero che lo specialista vince sempre, è anche vero che devi restringere il tuo target tenendo bene a mente il problema dei tuoi potenziali clienti. Non fare come molti che non conoscono minimamente i problemi dei propri clienti.

3. Ragionare da tecnico

Anche il terzo errore è collegato al tuo potenziale cliente, d’altronde è lui a pagarti lo stipendio no?

Bene allora devi capire che non puoi ragionare con la tua testa ma devi ragionare, per quanto possibile, con la mente del tuo cliente.

Se ti occupi di assistenza ai computer e i tuoi clienti non capiscono nulla di PC non puoi stordirli con paroloni tecnici ma devi usare il loro linguaggio.

Ragionare da tecnico però significa anche altro: devi ragionare sul problema come farebbe il tuo cliente e non come esperto.

Per semplificare facciamo l’esempio di un consulente di coppia, lui è un esperto e sa che la maggior parte dei problemi di coppia sono dovuti ai rapporti conflittuali con i propri genitori.

Questa è una cosa che conosce perché stiamo parlando di un esperto, i suoi potenziali clienti non prendono minimamente in considerazione il fatto che quello sia il reale problema.

Quindi pensi che attirerebbe più l’attenzione un consulente specialista di problemi di coppia o uno specialista nei problemi con i genitori?

Cosa ci insegna quindi questo terzo errore? Che devi parlare del problema percepito e devi farlo con le loro parole del tuo target.

Come abbiamo detto all’inizio questi sono i 3 errori da evitare e, una volta stabiliti questi 3 parametri (target, problema, comunicazione) avrai la tua cornice del puzzle, che cosa manca ora? Testare la tua idea di business sul mercato.

Che cosa stai aspettando?
Alessio

P.S. Vuoi approfondire l’argomento e chiarire i dubbi che ti rimangono? Scarica la guida gratuita “Trova la giusta nicchia di mercato in 3 semplici passi“.

About The Author

Alessio Giampieri

Alla costante ricerca di nuove nicchie di mercato. La ricerca della strada più veloce e semplice per creare un business online è diventata la mia mission.

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