come diventare un freelance

Come si diventa davvero un freelance professionista?

Con vero freelance intendo uno di quei professionisti che le aziende lottano per avere tra i loro dipendenti ed evitare che scappino, quelli che sanno fare il proprio lavoro e vengono apprezzati dai loro clienti. Anche se è una razza in via di estinzione, questa figura non è un mito, ed è per questo che mi sono fatto la domanda: come si diventa un freelance di questo tipo?

La risposta l’ho voluta riassumere in queste righe che sono si poche rispetto all’enormità dell’argomento trattato ma in realtà, soprattutto se sei agli inizi, basta assimilare un solo concetto e non serve leggere libri da 400 pagine.

Non importa se vuoi diventare un giornalista, web writer, fotografo, SEO, programmatore e cosi via, prima di tutto ha bisogno di conoscere le basi (non sono di certo quelle fiscali o burocratiche).

Certo, è importante capire come gestire le tue finanze e sapere quale rigame fiscale è il più conveniente ma senza clienti, che sono la linfa vitale di ogni freelance, tutto perde significato. Il problema è che (quasi) tutti i freelance corrono dietro ai clienti, si svendono o rinunciano alla loro vita privata, spesso questi 3 scenari si combinano insieme.

Come si esce da questa trappola? Una recente ricerca condotta negli USA ha rilevato che tra i 54 miloni di freelance presenti oltreoceano, quelli che hanno visto crescere i loro affari con una media del 125% sono (quasi) tutti specializzati.

Non stiamo parlando quindi di semplici sviluppatori ma ad esempio di sviluppatori java o che si occupano di MongoDB. Allo stesso modo non sono solo designer ma di user experience designer. Le strade percorribili per specializzarti sono molte e hai solo l’imbarazzo della scelta, ma se ti senti a corto di idee sul sito guadagnamo.com puoi trovare spunti interessanti.

La cosa più interessante che succede è hai dei clienti completamente diversi, perché chi ha le idee poco chiare e budget striminziti si rivolge ad un programmatore qualsiasi se deve fare un sito (in fondo secondo lui sono tutti uguali). Al contrario chi sa bene di cosa ha bisogno cerca qualcuno che sappia soddisfare quella precisa necessità e prevede una spesa all’altezza.

L’esempio del freelance generico

Possiamo prendere il classico caso della piccola e media impresa che ha bisogno di fare un sito web e cerca un programmatore. Che cosa succede in questi casi? Se ti occupi di programmazione lo sai bene ma per tutti gli altri lo scenario inizia sempre con delle indicazioni generiche.

Il cliente vuole un bel sito e ti invia anche 2 o 3 link di quelli che secondo sono i migliori competitor. Naturalmente vuole un bel logo (se non lo ha ereditato dall’azienda di famiglia) e, anche se il programmatore non è un grafico, che cosa ci vuole a farne uno e inserirlo nel sito?

Non serve che ti spieghi perché con il tempo si creano problemi fra il freelance e il cliente. Le sue idee poco chiare non potrebbero lasciarlo soddisfatto nemmeno se avesse a disposizione l’ufficio marketing della CocaCola.

L’esempio del freelance specializzato

La situazione però cambia drasticamente se prendiamo il caso di uno sviluppatore freelance che si occupa quasi esclusivamente di MongoDB. Chi conosce questo genere di database è un genere di cliente più informato, che sa meglio cosa vuole ed è alla ricerca di un servizio specifico.

Naturalmente, anche in questo caso hai bisogno di guidare il tuo cliente e fagli capire alcune cose che solo i tecnici come te conoscono, ma adesso questa montagna diventa scalabile e non è più una missione impossibile.

Il semplice consiglio che ti ho dato è già un grandissimo aiuto per uscire da quella gabbia opprimente in cui vivono la maggior parte dei freelance, ma non è l’unico motivo che dovrebbe spingerti a sviluppare oggi una specializzazione (non domani, oggi).

Infatti, se i tuoi servizi sono più specifici e avrai anche meno concorrenti pronti a “rubarti” il lavoro e il tuo tempo acquista valore perché adesso sei uno dei pochi in grado di risolvere quel problema cosi scomodo.

Insomma, la prima cosa da fare se vuoi diventare un freelance senza rinunciare alla tua vita privata è quella di trovare la tua nicchia di mercato (se segui questo blog sai bene che ne parlo spesso).

Come trasmettere la tua specializzazione

Il concetto che sto cercando di trasmetterti in queste righe però non si riduce allo sviluppo di competenze specifiche (es. diventare un user experience designer per ecommerce di scarpe) ma comprende anche di una proposta chiara e precisa per i clienti.

In questo caso entriamo nella sfera della comunicazione e ne potremmo parlare all’infinito, ma se dovessi darti un consiglio che considero più importante di tutti gli altri sarebbe: proponi ai tuoi clienti il risultato finale.

Che cosa significa? Che per esempio non devi parlare ai tuoi clienti, almeno in prima battuta, delle User Experience perché per loro è più interessante il fatto che riesci ad aumentare il valore medio degli ordini.

Insomma, credo che non servano altre parole per dire che invece di essere un freelance “come tanti altri” dovresti diventare “uno dei pochi”. Naturalmente questo è un passaggio che non può essere fatto da un giorno all’altro ma potresti iniziare a ragionare su ciò che ti appassiona e ti gratifica.

Sei attirato dal settore legale, dalla medicina, dalla moda, dalla cucina o qualche altro settore in particolare? Studia i loro bisogni ed elabora una soluzione specifica. Si tratta dello stesso metodo  racchiuso nella mia guida “La Nicchia Di Mercato Perfetta” che puoi scaricare gratuitamente se vuoi approfondire l’argomento e diventare un vero freelance.

About The Author

Alessio Giampieri

Alla costante ricerca di nuove nicchie di mercato. La ricerca della strada più veloce e semplice per creare un business online è diventata la mia mission.

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