A 20 anni ha capito la regola nr.1 del marketing

Anche se non si tratta di una notizia dell’ultimo minuto, sto per parlarti di una storia che merita di essere analizzata perché racchiude molti insegnamenti per chi fa business online.

In particolare il protagonista ha dato una lezione importantissima sulla prima regola del marketing: “offri ai tuoi clienti quello che vogliono”.

In breve Gianluca Lipani, nemeno 20enne, si è visto chiudere il suo sito (senzacensura.eu) dalla polizia postale perché pubblicava false notizie in grado di attirare tantissimi visitatori. Ecco alcuni esempi dei suoi titoli:

  • "Catania. 15enne bruciato vivo"
  • "Massacrato perché cristiano"
  • "Immigrato violenta bambina di 7 anni. Il padre gli taglia le palle e gliele fa ingoiare"

Tralasciando le discussioni etiche che rischiano di allontanarci dall’obiettivo principale, imparare un’importante lezione di marketing, è interessante vedere che un ragazzo di nemmeno 20 anni, è riuscito ad ottenere circa 500 mila visitatori al mese, quando ci sono professionisti e aziende che faticano a raggiungere anche solo 100 visite al giorno.

Se poi consideriamo che ogni mille visite riceveva 2 € grazie alla pubblicità, fai un po’ i conti di quanto poteva racimolare un ragazzo dalla sua cameretta.

Già immagino la tua domanda: come ha fatto un ragazzino ad avere tutte quelle visite?

Semplice, attraverso notizie che suscitavano interesse e che venivano amplificate dai social.

Ti accontenteresti di avere la metà delle sue visite, vero? Bene, allora seguimi in questa analisi perché potresti trovare qualcosa di utile per il tuo business online.

Torniamo un attimo sui titoli delle sue “notizie”, te li ricordi?

  • "Catania. 15enne bruciato vivo"
  • "Massacrato perché cristiano"
  • "Immigrato violenta bambina di 7 anni. Il padre gli taglia le palle e gliele fa ingoiare"

Solo con questo ultimo articolo ha guadagnato circa 1.000 € e ottenuto più di 500.000 visite, solo con un articolo ti rendi conto?

Immagina ora di leggere su Facebook un titolo del genere, allegato ad un immagine che supporta l’idea ed il gioco è fatto, chi non cliccherebbe su un post simile?

1. Il titolo è fondamentale insieme all’immagine (e lo saranno sempre di più)

Qual è il primo elemento che leggi su un articolo di giornale, di un blog o anche di un post sui social? Ovviamente il titolo e, insieme all’immagine ha il potere di catturare l’attenzione dell’utente.

Potremmo dire che l’immagine serve generalmente per catturare l’attenzione a livello inconscio, mentre il titolo lavora più sulla parte razionale del cervello. Quindi fai in modo che siano coerenti fra loro e, lavora molto per tirare fuori un titolo memorabile.

Vuoi la prova di quello che dico? ho cambiato il titolo di alcuni miei annunci Facebook, lasciando il resto invariato e, il CTR è raddoppato.

Se prendiamo uno dei titoli di senzacensura.eu “Massacrato perché cristiano” e lo sostituiamo con “Aggredito in strada” pensi che attirerebbe la stessa attenzione?

Certamente no perché non ha nessun elemento di originalità, eppure il concetto è lo stesso.

2. La qualità non è cosi importante (non sempre)

Nel suo caso Gianluca ha dichiarato che, per lui era importante solo la quantità di visitatori e che se ne fregava della qualità perché i guadagni non cambiavano.

Questo dimostra che, per alcuni modelli di business e alcuni target, la quantità è più importante della qualità.  Per esempio i blog che basano il loro modello di guadagni sulle impressioni che le pubblicità ottengono, non stanno a guardare che tipo di persone arrivano sul sito, a loro interessano solo i numeri.

Magari la qualità del traffico interesserà a chi paga per inserire quella pubblicità, ma sicuramente non al blogger.

Un altro ottimo esempio dove la qualità non è importante, sono tutti quei servizi che vendono fan per le pagine Facebook, se contasse la qualità questi servizi nemmeno esisterebbero.

3. Dai alle persone ciò che vogliono.

Gianluca nella sua intervista dichiara che all’inizio aveva in mente di divulgare vere notizie a cui il giornalismo tradizionale non dava abbastanza peso e, sai che cosa ha detto?

“A nessuno interessavano le vere notizie, i visitatori sono iniziati ad arrivare quando ho pubblicato notizie inventate”.

Ovviamente tu non devi ingannare i tuoi visitatori ma, è importante capire che devi dare, almeno in prima battuta, quello che i tuoi potenziali clienti credono di aver bisogno.

(Se non sai da dove partire ti consiglio di leggere l’articolo che trovi a questo link).

Facciamo l’esempio di 2 psicologi che risolvono problemi matrimoniali: il primo si propone al cliente come lo psicologo che risolve i problemi di coppia e ti fa star bene con il tuo partner (poi per raggiungere l’obiettivo risolve i conflitti interiori), il secondo invece si propone come lo psicologo che risolve i conflitti interiori.

Come puoi ben vedere i 2 professionisti fanno la stessa cosa e, magari, usano anche lo stesso metodo, ma chi pensi che avrà più clienti? Tu come me sai già la risposta.

4. Non è necessario un prodotto tuo.

Parliamo di un prodotto o servizio per come viene inteso generalmente.

Come puoi vedere il caso di senzacensura.eu dimostra che non è necessario sviluppare un proprio prodotto, puoi basare il tuo business su modelli che aiutano i clienti a trovare quello che stanno cercando.

Esistono tantissimi esempio di questo tipo, uno su tutti? Groupon ti dice nulla?

(Ne ho parlato anche nell’articolo “Prodotto di nicchia Vs Pubblico di nicchia: chi vincerà?”).

Quali elementi di marketing usava senzacensura.eu?

Non so se lo avesse fatto consapevolmente o in maniera spontanea, ma Gianluca Lipani aveva usato tutti i principali elementi di marketing in maniera eccellente.

1. Un nemico da combattere: nel suo caso era l’immigrato violento e delinquente.

Ovviamente non ha creato lui questo nemico ma, ha sfruttato quello che alcune persone pensano riguardo agli immigrati e ha dato loro elementi di supporto per confermare le loro idee.

2. Storie: gli articoli inventati erano delle storie vere e proprie.

Tutti sappiamo che lo storytelling ha un grande impatto su chi le legge. Per esempio urlare a squarciagola “Gli immigrati sono il nemico da combattere” non avrebbe avuto lo stesso impatto che hanno avuto le sue notizie.

3. Una causa più grande: “Diffondere le storie di quelle persone che si sentono ignorate da situazioni e dall’informazione principale”.

Ovviamente questa causa di cui lui si faceva portavoce si sposava benissimo con i mezzi che usava, infatti i social sono considerati spesso come mezzi alternativi per trovare le notizie.

4. Una motivazione che rende il tutto credibile: “Lo stato vuole sfamare i governanti e lasciare in miseria i cittadini”.

Inutile dire che in un periodo storico come questo fare delle affermazioni simili è come buttare benzina sul fuoco.

Il caso di Gianluca dimostra che questa motivazione per essere accettata non deve essere vera, è sufficiente che sia credibile.

5. Un nome che rappresenta la sua idea: Il divulgatore.

Sembra il titolo di un film con Bruce Willis eppure non solo aveva scelto un nome azzeccato per il suo sito (senzacensura), Gianluca aveva anche scelto un ottimo nome per se stesso (il divulgatore).

In questo modo lui si proponeva come un “eroe” che si batte per diffondere la verità e, ovviamente, usava mezzi coerenti con il suo messaggio (i social media).

Cosa possiamo imparare da questo caso?

Prima di tutto che la regola principale del marketing: “dai alle persone quello che vogliono” è sempre valida.

Quindi il primo passo per ogni business online è sicuramente trovare qualcosa che le persone vogliono e, capire come si aspettano di ottenerlo (velocemente, in maniera salutare, in maniera divertente, in maniera shoockante, ecc.)

Poi Senzacensura.eu ci fornisce anche un altro insegnamento molto importante: le storie, e soprattutto le storie che fanno leva su argomenti in cui in quel momento siamo sensibili hanno un grande impatto su chi le legge (o le ascolta).

E tu hai qualcosa da aggiungere a questa analisi? Mi raccomando aspetto una tua risposta fra i commenti.

A presto
Alessio

P.S. Ecco dove puoi leggere l’intera notizia: “http://espresso.repubblica.it/attualita/2015/10/15/news/vi-racconto-come-ho-fatto-soldi-a-palate-spacciando-bufale-razziste-sul-web-1.234576

About The Author

Alessio Giampieri

Alla costante ricerca di nuove nicchie di mercato. La ricerca della strada più veloce e semplice per creare un business online è diventata la mia mission.

1 Comment

  • Gianluca Lipani

    Reply Reply febbraio 15, 2017

    Non mi aspettavo che ci fosse qualcuno così intelligente da capire cosa ci fosse dietro al mio sito. Complimenti e grazie per l’articolo dedicatomi.

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